“Camminando con Francesco, ritrovando noi stessi”. Giornata di spiritualità – Photogallery

L’11 luglio, nel silenzio antico del Convento di Santa Maria Occorrevole a Piedimonte Matese, fedeli provenienti da diverse parrocchie della nostra diocesi si sono ritrovati per vivere una giornata di spiritualità (nell’ottavo centenario del transito di San Francesco d’Assisi) organizzata dalla Pastorale del tempo libero, sport, turismo e pellegrinaggi.

Non è stato un incontro. È stato un ritorno.

Ritorno a quel silenzio che non svuota, ma riempie. A quella libertà che nasce quando si ha il coraggio di lasciare ciò che pesa. A quella purezza che non è perfezione, ma trasparenza del cuore.

Guidati da fra Antonio Garofano, abbiamo percorso i sentieri del convento lasciandoci accompagnare da una catechesi itinerante. Camminando, abbiamo scoperto che il Vangelo si comprende meglio quando i passi rallentano e il rumore del mondo smette di occupare l’anima.

Poi lo sguardo si è posato su Francesco. Le tre grandi stagioni della sua vita ci hanno ricordato che ogni uomo è chiamato, prima o poi, a spogliarsi di ciò che lo imprigiona, a lasciarsi illuminare dalla Parola ea diventare riflesso della luce di Dio. Francesco non appartiene al passato: continua a camminare davanti a noi, indicando una strada che profuma ancora di Vangelo.

La condivisione fraterna, il sacramento della Riconciliazione, l’adorazione eucaristica e la celebrazione della Santa Messa hanno dato volto a una fede che non rimane teoria, ma diventa respiro.

Poi la fraternità. Quella semplice. Quella fatta di tavole condivise, sorrisi, incontri, bellezza contemplata senza fretta. Perché anche questo è Vangelo: accorgersi che Dio passa attraverso un volto amico, un pezzo di pane spezzato insieme, un panorama che improvvisamente diventa preghiera.

Siamo tornati a casa con una certezza: il mondo non cambia con chi alza la voce, ma con chi custodisce il silenzio; non con chi possiede di più, ma con chi si lascia alleggerire; non con chi corre senza sosta, ma con chi trova il coraggio di fermarsi davanti a Dio.

Forse è questo il miracolo più grande di giornate come questa: non ci fanno evadere dalla vita, ma ci restituiscono alla vita con occhi nuovi.

E quando il cuore torna a respirare… ci si accorge che Dio era lì, ad aspettarci, da sempre.