Sostenere il Papa nei suoi appelli per la pace, rendendoli “ancora più efficaci” facendosene carico nelle diocesi e nelle regioni di provenienza. Riflettere sulle “profonde fratture del nostro tempo”, che alimentano la “mancanza di senso e di relazioni significative” e favoriscono un individualismo “esasperato”, aggravato anche dagli sviluppi più problematici dell’intelligenza artificiale. Promuovere, invece, il “bene comune” e un Vangelo capace di lenire le ferite del tempo presente, rendendo i cristiani “non spettatori di una rovina sociale, ma architetti saggi che ricostruiscono la città di tutti”. Sono alcuni dei temi emersi durante la terza sessione del Concistoro straordinario, svoltasi questa mattina, 27 giugno, nell’Aula Paolo VI, dopo la Messa celebrata dal cardinale decano del Collegio Cardinalizio, Giovanni Battista Re. Il Papa, presente all’inizio della sessione, è tornato prima delle relazioni dei gruppi e ha concluso la mattinata di lavori guidando la preghiera dell’Angelus.
Analizzate perdita di identità e individualismo diffuso
Il cardinale moderatore Protase Rugambwa, arcivescovo metropolita di Tabora, ha ringraziato, a nome del Pontefice, per le parole di sostegno ai suoi appelli per la pace ed ha esortato i cardinali a renderli “ancora più efficaci”, facendosene carico nelle diocesi e nelle regioni di provenienza, “perché si alzi un appello corale che dia ancora più forza a questo impegno comune”, si legge in un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede. Dopo la relazione del cardinale Stephen Brislin, arcivescovo metropolita di Johannesburg, undici gruppi hanno riferito in Aula, concentrando le loro riflessioni sulle divisioni che attraversano il mondo contemporaneo. È stato evidenziato, tra le altre cose, come la perdita di identità possa favorire “un atteggiamento tribale”. I cardinali si sono inoltre detti concordi nel sottolineare che l’individualismo diffuso alimenta “l’illusione che gli altri esistano per il nostro successo” e si sono interrogati su come l’intelligenza artificiale possa essere orientata al bene dell’umanità, senza ridurre la persona a “numeri e statistiche”.
Il valore del bene comune, antidoto alle divisioni
Molti gruppi hanno inoltre richiamato il valore del bene comune, “che spesso la politica non ricerca”, sottolineando come esso trovi origine nella fede e conduca l’uomo “a superare ogni frontiera, la prima che lo porta oltre sé stesso, a vivere la solidarietà con i poveri, come risposta all’individualismo, vivendo appieno la cattolicità”. I cardinali hanno quindi ribadito il ruolo della politica nell’applicazione della dottrina sociale della Chiesa quale antidoto alle divisioni. Diversi gruppi hanno inoltre evidenziato il valore della sinodalità come via di ascolto, dialogo e corresponsabilità ecclesiale. Al termine delle relazioni è stato dato spazio agli interventi di alcuni porporati, che hanno ripreso in chiave più personale i temi emersi durante la sessione. Altri hanno espresso gratitudine al Papa per i suoi recenti viaggi apostolici e per il suo costante impegno a favore della pace.





