Sant’Agata de’ Goti: Avviato il restauro della Chiesa di San Tommaso d’Aquino
26 Gennaio 2012
Il 20 novembre scorso, ricorrenza della Solennità di Cristo Re dell’Universo, la Comunità parrocchiale di San Tommaso d’Aquino di Sant’Agata dei Goti ha intrapreso i grandi lavori di consolidamento e di restauro della propria chiesa madre.
Sin dall’inizio, la Parrocchia, nella persona del parroco e di ogni singolo fedele, di altri suoi amici e collaboratori, si è impegnata con dedizione, nell’interesse di tutta la Comunità, nel ricercare le migliori soluzioni per dar corso ai grandi e necessari lavori e così terminarli il prima possibile.
Il parroco, don Domenico Angelo Napolitano, ha voluto innanzitutto tranquillizzare i fedeli assicurando che “in questo tempo si lavorerà molto: un lavoro che non si potrà forse notare, ma che darà i frutti sperati.
Già da questo momento, non posso che ringraziare di cuore quanti hanno generosamente contribuito, in questi anni, a incrementare il fondo ordinario della chiesa e quanti mi hanno aiutato a vedere realizzato questo ‘miracolo’ di accedere al fondo straordinario dell’otto per mille a gestione statale (ripartizione anno 2010), per la ristrutturazione della nostra chiesa. Ci siamo fatti carico di un grande impegno, soprattutto economico, ma unendo le forze di ciascuno, riusciremo a portarlo a termine. Entrando ora nella chiesa non si può che provare una grande tristezza e amarezza, constatando la mancanza di opere d’arte, distrutte nel tempo, che ormai non si possono più ammirare ed, al contempo, lo straordinario lavoro che i nostri avi hanno compiuto nell’erigerla.
Ripensando a questi nostri avi, cioè ai sacrifici da essi sostenuti per erigerla e conservarla e alle gioie che in essa in tanti momenti hanno vissuto o alle lacrime che in essa sono state asciugate, dobbiamo riflettere a fondo prima di esternare affermazioni di critica sterile o di cattiverie gratuite.
La Comunità ha ereditato questa chiesa e, dal momento che si è assunta l’incarico di conservarla e custodirla, deve farlo consapevolmente e anche coraggiosamente.
Non si può continuare a pensare di poter ottenere ogni cosa dalla Parrocchia, senza operare nell’interesse della Comunità, senza spirito caritativo e di dedizione.
Uno spirito di dedizione che continua tutt’oggi nell’intervento oculato e costante da parte dell’alta sorveglianza degli organi di vigilanza a tutela del patrimonio artistico ed ambientale nonché del patrimonio archeologico che stiamo portando alla luce proprio all’interno della nostra vetusta chiesa parrocchiale di San Tommaso d’Aquino. Il ritrovamento di cripte e di antichi cimiteri, in modo particolare quello a scolatoio nel presbiterio, è la dimostrazione chiara che la nostra comunità ha saputo curare e rispettare, fino ad oggi, sia il culto per i defunti, sia le attività pastorali passate e presenti. Per ricordare, infatti, le anime di quei defunti, celebreremo la santa messa di suffragio, sabato 28 gennaio alle ore 18,30 presso il complesso parrocchiale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori in San Tommaso. Colgo l’occasione per ringraziare, già da ora, la Soprintendenza Archeologica di Salerno, nella persona della dottoressa Luigina Tomay e dei sui collaboratori, in particolare di Giovanni Matera, che ci affiancano con la loro competenza, passione e presenza costante; la Soprintendenza ai Beni Culturali e Paesaggistici di Caserta, nella persona del dottor Francesco Canestrini e dei sui collaboratori, in particolare di Leonardo Ancona a testimonianza di come sia possibile determinare, con equilibrio e proficuità di risultati, quello spirito collaborativo e doveroso con gli organi preposti alla tutela del patrimonio storico-culturale. In tal senso, dunque, è con grande soddisfazione presentare questa collaborazione speciale con tali Istituzioni di tutela, dato anche il particolare interesse del territorio su cui sorge la nostra Parrocchia.
Inoltre, vorrei aggiungere un vivo ringraziamento a tutte le altre istituzioni presenti sul territorio, per le rispettive competenze, per la collaborazione e per l’attenzione che stanno dimostrando, al fine di garantire un prezioso supporto per la migliore riuscita dell’intero intervento. Infine, non posso che ringraziare di cuore il mio vescovo, Mons. Michele de Rosa, che mi sostiene e mi incoraggia in ogni mia iniziativa per il bene della comunità e per la diffusione del Regno di Dio.
Si tratta di un’esperienza qualificante, di un’esperienza che, si spera, sia un modello da diffondere e di cui andare certamente fieri”.






