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Maggio: un mese con Maria


Le Glorie di Maria

Santuari Mariani della Diocesi

Una parabola raccontata per tredici anni

Gioia Sannitica: Il saluto delle comunità a don Alfonso Salomone

di Sandra Iannotta

Il 15 novembre 1998 il giovanissimo Don Alfonso Salomone faceva il suo ingresso ufficiale nelle parrocchie del Santissimo Salvatore in Caselle-Auduni e Santa Maria del Carmine in Curti-Criscia. Dal quel giorno la sua azione pastorale, caratterizzata dallo slancio e dall’entusiasmo di un sacerdote inebriato dall’amore di Cristo, ha iniziato a coinvolgere e a travolgere le piccole comunità del Comune di Gioia Sannitica.


La sua azione pastorale è stata intensa sia nell’edificazione e riedificazione di tante “chiese di mattoni” che nella costruzione di ponti tra le persone, nello sradicamento di vecchi e radicati pregiudizi e divisioni tra le frazioni. Senza mai fermarsi di fronte ad alcuna difficoltà o problematiche con tenacia non ha mai desistito dal suo intento di portare Cristo ad ogni singola persona delle comunità che gli era stata affidata.
In questi anni sono state davvero innumerevoli le iniziative da lui intraprese riguardo alle strutture: pensiamo al restauro di tutte le chiese delle nostre frazioni, a quello della grotta di San Michele in Curti, a tutto l’impegno profuso per ottenere a ciascuna comunità la propria casa canonica come concreto punto di riferimento della chiesa come edificio. Ancora i restauri delle preziose statue antiche e care al culto, in special modo quella di San Michele, di Sant’Antonio e non ultima la duecentesca statua del SS. Salvatore.
Il giovane parroco ha, inoltre, con costanza e perseveranza operato per creare comunione e condivisione tra le realtà così divise e non disposte a perseguire obiettivi comuni e a camminare su un unico sentiero.
Diverse edizioni delle rappresentazioni del Presepe vivente e della Passione hanno costituito l’occasione non solo per coinvolgere tutti indistintamente: collaboratori, persone vicine alla parrocchia, ma anche tante persone che con la chiesa non avevano, fino a quel momento, avuto molto a che fare, ma che in questo modo hanno potuto sperimentare la voce di Dio che l’interpellava. L’apice delle esperienze teatrali ha riguardato la messa in scena della vita di Antonio di Padova in Auduni il 7 agosto 2007. Tutti i giovani protagonisti non hanno mai dimenticato questa circostanza.
Don Alfonso ha voluto intervenire sui comitati festa cercando di coinvolgere il più possibile ciascuna frazione nell’organizzazione del proprio patrono dismettendo una tradizione radicatissima che vedeva affidato solo a pochi questo impegno. Ha reintrodotto la presenza della Caritas interparrocchiale, dell’Azione Cattolica ed è stato l’artefice della creazione di un’associazione laica che trova la sua “casa” nella parrocchia, che persegue fini non solo spirituali, ma anche culturali. Il nome dato a questa associazione esplica quello che è stato il suo messaggio per tutti in questi tredici anni: Duc in Altum, prendi il largo. E’ il messaggio che don Alfonso lascia come testamento nel salutare le comunità, un messaggio di cui ciascuno dei parrocchiani farà tesoro insieme a tutta la testimonianza, i consigli e il conforto ricevuti in questi anni.
Il nostro don oggi ci saluta e noi ringraziamo lui che per Auduni, Caselle, Curti, Criscia è stato un grande filantropo e uno straordinario uomo di Dio.