Una Diocesi in ascolto dei nubendi
25 Maggio 2010
Venerdì, 13 maggio u.s. c’è stato il consueto appuntamento di aggiornamento per il clero diocesano nel Coro d’Inverno della Concattedrale di Sant’Agata de’ Goti.
In questa circostanza i responsabili dell’Ufficio Famiglia diocesano, di comune accordo con il vescovo mons. Michele De Rosa, hanno presentato, ai sacerdoti presenti, un lavoro svolto dall’ufficio diocesano sui Corsi di preparazione prossima al Matrimonio.
L’idea è nata in continuità con una indagine, voluta dalla CEI e condotta dal CSF e dall’Ufficio Nazionale di Pastorale Familiare, proprio sul tema della preparazione prossima alle nozze, attraverso un questionario inviato ad alcune diocesi-campione in tutta Italia per raccogliere l’enorme ricchezza già esistente in materia perché, proprio a partire da questa, si potesse dare un orientamento più chiaro affinché nelle diocesi e nelle parrocchie gli operatori del settore siano maggiormente aiutati a rendere un servizio più qualificato e più efficace.
Si è, perciò, proposto a tutti i fidanzati che hanno seguito il corso di preparazione organizzato dalla diocesi, che si è svolto nei quattro punti foraniali a Cerreto Sannita, Telese Terme, Dugenta e Luzzano, un questionario.
Il questionario è stato dato alla fine del percorso con lo scopo di sollecitare i fidanzati ad un’ulteriore riflessione su tutta l’esperienza vissuta insieme, per una valutazione degli argomenti proposti anche in riferimento alla loro ricaduta dentro la loro storia, per un ulteriore coinvolgimento degli stessi mirato a promuovere in ciascuna coppia la nostalgia per “un di più” e il bisogno di una formazione permanente per poter assumere responsabilmente l’impegno coniugale e familiare dentro un’ottica cristiana.
L’esperienza è stata molto positiva, infatti, da una lettura trasversale dei dati, sono emersi diversi punti forti: i giovani che decidono di convolare a nozze attraverso il Sacramento del Matrimonio sono molto coinvolti nella loro storia d’amore e rispondono in modo pensoso e consapevole di fronte alle sfide che questo impegno pone; essi apprezzano quanto la Chiesa ha loro da proporre e non sono refrattari alle proposte, anche quelle più esigenti; chiedono concretezza, ma principalmente testimonianze di vita e di fede da parte di chi si pone loro accanto in un momento così importante e decisivo della loro vita; accettano, anzi, chiedono di essere coinvolti in esperienze formative anche dopo il matrimonio e danno opportuni suggerimenti perché ciò avvenga nella piena valorizzazione delle loro esperienze.
Questo lavoro, che sicuramente non vuole avere la pretesa di scientificità, oltre a dare motivo di riflessione e di verifica, ha consegnato un mandato: siamo responsabili tutti, laici e sacerdoti, di ciò che accade ai nostri giovani sposi e non possiamo tirarci indietro di fronte alle richieste di aiuto che, sia pur implicitamente, essi ci inviano; non possiamo non tener presente che la preparazione al Matrimonio, attraverso i “Corsi” che la Chiesa propone, è un’occasione favorevole e unica da non perdere per sollecitare domande, ascoltare richieste e soddisfare bisogni; è quanto mai opportuno intrecciare alleanze e promuovere sinergie per dare risposte più vere e univoche alle numerose sfide cui sono chiamati a rispondere le nostre giovani coppie.
Noi siamo molto grati a mons. Vescovo che ci ha permesso e incoraggiato a mettere in comune questo lavoro con i nostri sacerdoti, con i quali condividiamo quotidianamente le gioie e i dolori nell’annunciare la bellezza della Famiglia fondata sul Matrimonio Sacramento, il tutto nell’ottica di una sempre più proficua ed efficace collaborazione e per la realizzazione di quella “corresponsabilità” così tanto auspicata dal Concilio Vaticano II.
Antonio e Amalia Riccardi







