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Santuari Mariani della Diocesi

Il Maestro Gesù rivela l’uomo a se stesso

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 di Mons. Michele De Rosa

Carissimi,
dal 15 al 17 settembre u. s. si è svolto, nella sala convegni delle terme di Telese, l’XI Convegno Pastorale Diocesano  sul tema “L’educazione dei giovani negli orientamenti pastorali per il prossimo decennio”.
La relazione fondamentale è stata tenuta dal Prof. Francesco Miano, presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana.
In un tempo dominato dal relativismo - ha esordito il relatore - il discorso sull’educazione rischia di essere contraddittorio senza il riferimento all’unità della persona: unità relazionale e dialogica.
Noi definiamo la nostra identità - ha continuato - attraverso la relazione/relazioni con gli altri.  Non si è soli: si ha bisogno di un  “tu” che diventa il  dato costituivo della persona.


In un  tempo di false autonomie (fare a meno degli altri) dobbiamo educare alla vera autonomia: quella relazionale nella quale la persona è chiamata a vivere e dunque a scegliere,  preferire e crescer insieme agli altri.
Se non ci sono nelle famiglie e nelle comunità persone adulte che “scelgono” non ci saranno mai giovani capaci di diventare adulti che vivono da adulti.
Diventa centrale allora il tema dell’orientamento vocazionale. Riuscire a cogliere il senso della chiamata del Signore è capire la sua portata nella vita culturale e sociale di ognuno.
Non c’è mai vocazione che abbia un valore solo individuale, ma sempre personale e relazionale: la relazione ha sempre una matrice comunitaria. Non c’è nessun dono senza la condivisione del dono stesso. Il Maestro rivela l’uomo a se stesso e la fatica di una relazione è anche la fatica di coltivare la relazione  con il Signore. Questo è il tempo di riprendere con forza a mettere insieme la fede con la vita. La fede è vita piena, è vita buona; non è separarsi dalla vita, ma vivere la vita in modo pieno, autentico, più profondo e più vero.
Per questa ragione l’educazione non può risolversi in una buona capacità didattica o in tecniche di animazione. Molto spesso si scambia l’educazione con tecniche didattiche venendo meno al principio di “gratuità” che dovrebbe esser l’unico criterio guida di ogni persona  impegnata  da credente.
Non basta essere esperti e competenti, ma le competenze (necessarie) devono essere sorrette e accompagnate dalla testimonianza viva dell’amore di Cristo. Ciascuno di noi, infatti, è stato aiutato a crescere  non da un  esperto, ma da una persona che ci ha voluto bene e ci ha trasmesso una passione.
Anche il nostro tempo, nonostante le difficoltà, è tempo di santità alla quale tutti i battezzati sono chiamati.
La presentazione della figura di Suor Maria  Serafina del Sacro Cuore, fondatrice delle Suore degli Angeli Adoratrici della Trinità,  che sarà beatificata  in diocesi il 28 maggio 2011 da S. E. Mons. Angelo Amato, Prefetto della  Congregazione delle Cause dei Santi, ha voluto ricordarci ciò che si legge nella “Lumen  Gentium”: “Tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità” ( n.40).
La diocesi sta celebrando il Sinodo dei giovani   che si concluderà nel prossimo anno e per conoscere il nostro mondo giovanile ha commissionato un’indagine sociologica che è stata svolta  in questi mesi.
I primi risultati, presentati dal prof. Federico D’Agostino, ordinario di sociologia presso l’Università di Roma 3, e che saranno pubblicati nei prossimi mesi, ci dicono che la nostra famiglia è ancora solida con un alto livello di dialogo all’interno e che i  nostri giovani sono buoni ma poco creativi.
Il professore  ha parlato di giovani “dormienti”. Noi vogliamo risvegliare, con la nostra azione pastorale le loro capacità di protagonismo in modo da farli diventare strumenti per fare ritrovare ad altri giovani, ai loro coetanei, il senso e la gioia della vita che nasce dall’incontro con Cristo.
In conclusione la capacità di leggere questo tempo non è più bello o brutto di quello passato. E’ tempo nostro che ci viene affidato/donato dal Signore. E’ un tempo di grande opportunità e di novità possibili.
A noi il compito di tirare fuori il nuovo che c’è in questo tempo presente: un tempo di passaggio che richiede un di più di impegno da parte di tutta la comunità cristiana, di tutta la nostra diocesi.
La pace del Signore sia sempre con voi.