La Madonna di S. Alfonso rifinita dall'amico pittore Di Maio

Maggio: un mese con Maria


Le Glorie di Maria

Santuari Mariani della Diocesi

Introduzione all'XI Convegno Pastorale 2010

Stampa
PDF

XI Convegno Pastorale Diocesano

(Telese Terme, 15-17 settembre 2010)

INTRODUZIONE

Carissimi,

   il concilio ecumenico Vaticano II ha offerto una visione rinnovata di rivelazione, intesa come “autocomunicazione di Dio”, che si manifesta mediante eventi e parole (Dei Verbum, 2) e di conseguenza a noi in Gesù per chiamarci alla piena comunione con lui.

Ha evidenziato la centralità di Cristo. Tutta la storia della salvezza ha in lui il suo centro in modo che “solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo” (Gaudium et Spes, 22).

Ha proposto inoltre una visione rinnovata della Chiesa (ecclesiologia di comunione), grembo che genera la vita in Cristo mediante l’iniziazione cristiana; una Chiesa tutta ministeriale, responsabile cioè dell’evangelizzazione e dell’educazione alla fede; una nuova visione della fede, intesa come accoglienza, dialogo, comunione e intimità con Dio per mezzo di Cristo.

Pietra miliare del cammino della Chiesa italiana postconciliare è stato il documento base Il rinnovamento della catechesi (1970) che ha messo in evidenza soprattutto il primato dell’evangelizzazione.

Esso ha offerto in germe le linee portanti degli orientamenti pastorali elaborati dai vescovi italiani nel corso dei quattro decenni trascorsi :

  • Il piano pastorale Evangelizzazione e sacramenti (1973) ha stimolato la Chiesa in Italia a passare da una pastorale sacramentale a una pastorale dell’evangelizzazione.
  • Gli orientamenti pastorali Comunione e comunità (1981) hanno richiamato la comunità ecclesiale a svolgere il suo compito primario di grembo materno che genera i cristiani e li educa alla vita di fede.
  • Il decennio dedicato a Evangelizzazione e testimonianza della carità (1991) ci ha ricordato che la vita cristiana matura si esprime nella carità.
  • Gli orientamenti pastorali Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia (2001) hanno sottolineato che la catechesi deve essere preparata dal primo annuncio del Vangelo, a sua volta incentrato sulla  persona.

Benedetto XVI, già in occasione del convegno ecclesiale di Verona, affermava: “Perché l’esperienza della fede e dell’amore cristiano sia accolta e vissuta e si trasmetta da una generazione all’altra, una questione fondamentale e decisiva è quella dell’educazione della persona” (Il Regno – Documenti, 19, 2006, 675). I suoi successivi, ripetuti interventi su questo tema, considerato come questione decisiva, urgente ed emergente, hanno sollecitato la riflessione dell’episcopato italiano, tanto da che i vescovi hanno dedicato gli orientamenti pastorali del prossimo decennio (cf. Il Regno – Attualità, 12, 2010, 378) proprio al tema dell’educazione.

La nostra diocesi sta celebrando il Sinodo dei Giovani. Perciò ci è sembrato opportuno, prima della sua conclusione, dedicare ai giovani anche questo XI convegno pastorale:  L’educazione dei giovani negli orientamenti pastorali per il prossimo decennio.

Si legge nella bozza degli orientamenti che ai giovani i vescovi intendono dedicare un’attenzione particolare ricca di stima e di fiducia.

Molti giovani oggi manifestano un profondo disagio per una vita priva di valori grandi e di alti ideali. Ciò causa sofferenza interiore, solitudine, chiusura in se stessi oppure omologazione succube al gruppo, paura del futuro e un esercizio della libertà senza limiti e senza scopo.

Tutto, anche le scelte più belle e all’apparenza ricche di fascino, diventa provvisorio e sempre revocabile. Benedetto XVI lo dichiara con cristiana  franchezza: “Sappiamo come è difficile per un giovane oggi vivere da cristiano. Il contesto culturale, il contesto mediatico offre tutt’altro che la strada verso Cristo”. Ma aggiunge subito dopo: “Mi sembra che questo sia il punto fondamentale nella nostra cura pastorale per i giovani : attirare l’attenzione sulla scelta di Dio, che è la vita ; sul fatto che Dio c’è. E c’è in un modo molto concreto. E’ insegnare l’amicizia con Gesù Cristo” (Benedetto XVI, Incontro quaresimale con il clero romano, 4 febbraio 2008).

D’altra parte è presente nei giovani provvidenzialmente anche una grande sete di significato, di verità e di amore. Educare a credere in Dio e a incontrarlo nella persona  di Gesù Cristo è perciò lo scopo della pastorale giovanile.

Questo cammino, con le sue esigenze, deve perseguire gli obiettivi principali di un vero incontro con Gesù: il riconoscimento della sua identità di Figlio di Dio e Salvatore; l’appartenenza alla Chiesa, fondata sul battesimo; la partecipazione all’Eucarestia; l’accoglienza delle esigenze della sequela; l’impegno di fraternità verso tutti gli uomini; la testimonianza della fede fino al martirio.

Decisiva è ancora l’elaborazione dell’orientamento vocazionale della propria vita per rispondere con coraggio e fiducia alle chiamate impegnative dell’esistenza cristiana: il matrimonio indissolubile; il sacerdozio ministeriale; le varie forme di consacrazione; la missione ad gentes; l’impegno radicalmente evangelico nel servizio professionale, culturale, politico. Particolarmente importanti risultano per i giovani le esperienze di condivisione nei gruppi parrocchiali, nelle associazioni e nei movimenti, che dovrebbero essere presenti in ogni nostra parrocchia, nel volontariato, nel servizio civile e in missione. In esse imparano a contare non solo per quello che fanno, ma soprattutto per quello che sono.

I giovani rappresentano una risorsa per il rinnovamento della Chiesa e della società. Se sono resi protagonisti nel proprio cammino educativo, nella vita delle comunità e negli organismi di partecipazione,  se sono orientati e guidati a un esercizio sempre più corresponsabile della loro libertà e genialità, possono sospingere la storia verso un futuro di speranza. Essi sono “le sentinelle del mattino” che annunciano l’alba del giorno nuovo illuminato da Cristo e vanno invitati a sentirsi responsabili dei loto coetanei.

Cari giovani ascoltate con attenzione perciò quello che scrive Benedetto XVI nel messaggio a voi inviato in occasione della XXVI Giornata mondiale della gioventù che sarà celebrata, come ben sapete, dal 16 al 21 agosto 2011 a Madrid: «Nell’era della globalizzazione siate testimoni della speranza cristiana nel mondo intero: sono molti coloro che desiderano ricevere questa speranza! Davanti al sepolcro dell’amico Lazzaro, morto da quattro giorni, Gesù, prima di richiamarlo alla vita, disse a sua sorella Marta: “Se crederai, vedrai la gloria di Dio” (cfr Gv 11,40). Anche voi, se crederete, se saprete vivere  e testimoniare la vostra fede ogni giorno, diventerete strumento per far ritrovare ad altri giovani  come voi il senso e la gioia della vita, che nasce dall’incontro con Cristo!».

Il 28 maggio 2011, in diocesi, si terrà la beatificazione della venerabile Suor Maria Serafina del Sacro Cuore, fondatrice delle Suore degli Angeli Adoratrici della SS. Trinità. Il prof. Ulderico Parente, Suor Giuseppina Romano e il dott. Andrea Sannino ci illustreranno la figura di Madre Serafina.

In occasione del Sinodo dei Giovani abbiamo commissionato un’indagine sull’atteggiamento dei giovani della nostra diocesi nei riguardi della religione. I risultati saranno presentati domani dal Prof. Francesco D’Agostino, Ordinario di Sociologia presso l’Università  Roma 3, con la dott.ssa Rosa Vieni,  e successivamente pubblicati.

Sabato prossimo infine ci recheremo a Napoli in pellegrinaggio per offrire l’olio  alla lampada di san Gennaro. Ogni anno, in occasione della sua festa, una diocesi della regione si reca in pellegrinaggio nel Duomo di Napoli  per pregare e per offrire l’olio alla lampada votiva che arde perennemente davanti alla sua tomba. Quest’anno è il turno della nostra diocesi. L’olio verrà simbolicamente offerto in un’anfora di ceramica, artisticamente  decorata con i nomi dei 27 comuni presenti in diocesi. Il programma dettagliato lo trovate nella cartella. Prego i sacerdoti, i parroci in  particolare, ad organizzare il pellegrinaggio per venerare San Gennaro, patrono della Regione Campania.

Ringrazio il Prof. Francesco Miano, presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, che ha accolto volentieri il mio invito anche perché ha partecipato all’assemblea generale della Conferenza Episcopale italiana nel maggio scorso, non come vescovo ma come invitato; il Prof. Francesco D’Agostino e la dott.ssa Rosa Vieni; il Prof. Ulderico Parente,  Suor Giuseppina Romano e il dott. Andrea Sannino.

A tutti buon lavoro.

 

                                                                                    Michele De Rosa