14 Settembre 2010
di Mons. Michele De Rosa, vescovo
Carissimi,
nella prossima settimana (15-17) celebreremo l’XI Convegno Pastorale Diocesano sul tema “L’educazione dei giovani negli orientamenti pastorali del prossimo decennio”.
Il concilio ecumenico Vaticano II ha offerto una visione rinnovata di rivelazione, intesa come “autocomunicazione di Dio”, che si manifesta mediante eventi e parole, e si consegna a noi in Gesù per chiamarci alla piena comunione con lui.
Ha evidenziato la centralità di Cristo. Tutta la storia della salvezza ha in lui il suo centro in modo che “solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo”.
Ha proposto inoltre una visione rinnovata della Chiesa, grembo che genera la vita in Cristo mediante l’iniziazione cristiana; una Chiesa tutta ministeriale, responsabile cioè dell’evangelizzazione e dell’educazione alla fede; una nuova visione della fede, intesa come accoglienza, dialogo, comunione e intimità con Dio per mezzo di Cristo.
Pietra miliare del cammino della Chiesa italiana postconciliare è stato il documento base “Il rinnovamento della catechesi” (1970) che ha messo in evidenza soprattutto il primato dell’evangelizzazione e ha offerto in germe le linee portanti degli orientamenti pastorali elaborati dai vescovi italiani nel corso dei quattro decenni trascorsi:
Il piano pastorale “Evangelizzazione e sacramenti” (1973) ha stimolato la Chiesa in Italia a passare da una pastorale sacramentale ad una pastorale dell’evangelizzazione.
Gli orientamenti pastorali “Comunione e comunità” (1981) hanno richiamato la comunità ecclesiale a svolgere il suo compito primario di grembo materno che genera i cristiani e li educa alla vita di fede.
Il decennio dedicato a “Evangelizzazione e testimonianza della carità” (1991) ci ha ricordato che la vita cristiana matura si esprime nella carità.
Gli orientamenti pastorali “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia” (2001) hanno sottolineato che la catechesi deve essere preparata dal primo annuncio del Vangelo, a sua volta incentrato sulla persona umana.
Benedetto XVI, già in occasione del convegno ecclesiale di Verona, affermava: “Perché l’esperienza della fede e dell’amore cristiano sia accolta e vissuta e si trasmetta da una generazione all’altra, una questione fondamentale e decisiva è quella dell’educazione della persona”. I suoi successivi, ripetuti interventi su questo tema, considerato come questione decisiva, urgente ed emergente, hanno sollecitato la riflessione dell’episcopato italiano, che ha dedicato gli orientamenti pastorali del prossimo decennio proprio al tema dell’educazione.
La nostra diocesi sta celebrando il Sinodo dei Giovani. Perciò ci è sembrato opportuno, prima della sua conclusione, dedicare loro anche questo XI convegno pastorale.
Molti giovani oggi manifestano un profondo disagio per una vita priva di valori grandi e di alti ideali. Ciò causa sofferenza interiore, solitudine, chiusura in se stessi oppure omologazione succube al gruppo, paura del futuro e un esercizio della libertà senza limiti e senza scopo. Tutto, anche le scelte più belle e all’apparenza ricche di fascino, diventa provvisorio e sempre revocabile.
D’altra parte è presente nei giovani provvidenzialmente anche una grande sete di significato, di verità e di amore. Educare a credere in Dio e a incontrarlo nella persona di Gesù Cristo è perciò lo scopo della pastorale giovanile.
Questo cammino, con le sue esigenze radicali, deve perseguire gli obiettivi principali di un vero incontro con Gesù: il riconoscimento della sua identità di Figlio di Dio e Salvatore; l’appartenenza alla Chiesa, fondata sul battesimo; la partecipazione all’Eucarestia; l’impegno di fraternità verso tutti gli uomini; la testimonianza della fede fino al martirio.
I giovani rappresentano una risorsa per il rinnovamento della Chiesa e della società. Se sono resi protagonisti nel proprio cammino educativo, nella vita delle comunità e negli organismi di partecipazione, se sono orientati e guidati a un esercizio sempre più corresponsabile della loro libertà e genialità, possono sospingere la storia verso un futuro di speranza. Essi sono “le sentinelle del mattino” che annunciano l’alba del giorno nuovo illuminato da Cristo e vanno invitati ad essere responsabili dei loro coetanei.
Su questi punti si fermerà la nostra riflessione per individuare le linee pastorali con cui fare dei giovani della nostra diocesi dei protagonisti della “nuova” evangelizzazione di cui parlava spesso il servo di Dio Giovanni Paolo II.
La pace del Signore sia sempre con voi.










