La Madonna di S. Alfonso rifinita dall'amico pittore Di Maio

Maggio: un mese con Maria


Le Glorie di Maria

Santuari Mariani della Diocesi

Il Seminario Diocesano ad Ars e a Torino

“Una forte esperienza, un bagno di luce!”

di Santagata Guido

Durante la settimana in Albis, al 06 al 12 Aprile u.s., la famiglia del Seminario ha fatto una straordinaria esperienza, un bagno nella luce e nella forza della Risurrezione appena celebrata nella Pasqua: si è recata in pellegrinaggio spirituale prima ad Ars in Francia e poi a Torino.

Ars, a 30 chilometri da Lione, in questo Anno Sacerdotale è diventata ancora più famosa di quanto già non lo fosse, essendo il paesino che per oltre 40 anni nell’800 ha goduto della presenza e del ministero pastorale di un parroco speciale conosciuto dai più come il Santo Curato d’Ars. Giovanni Maria Vianney, questo il suo nome, è il santo sacerdote protettore di tutti i parroci del mondo, figura carismatica di forte fede umiltà e grande carità cristiana, di cui ricorre quest’anno il 150° Anniversario della morte, occasione per la quale il nostro Papa ha indetto questo speciale anno che stiamo vivendo pregando per i nostri preti.

 Trovandoci lì nei luoghi da lui vissuti, nella chiesetta da lui curata e per le contrade da lui calcate, lì dove la basilica conserva il suo corpo, abbiamo avvertito in modo speciale la sua presenza come quella di un amico, un fratello maggiore speciale che ha suscitato in tutti noi, ragazzi in discernimento vocazionale, la forza di donarci senza paura, perché c’è sempre Qualcuno che ci guida e ci protegge e ci ha anche fatto capire che in realtà nell’umiltà vi è la grandezza dell’ uomo e non come siamo abituati a vederla noi nel potere e nelle cose materiali, perché tutto ciò che abbiamo intorno è solo un bene esteriore, importante ma non primario né indispensabile, e ciò che conta in ognuno di noi prima di tutto è l’anima, il soffio vitale che Dio ci ha donato, che è da riconoscere, coltivare, far crescere, quasi “esplodere” fino a trasformare tutta la nostra vita in un qualcosa di meraviglioso, di unico, un dono prezioso per la felicità e la realizzazione propria e degli altri. Ci è sembrato quasi di vederlo San Giovanni Maria Vianney passeggiare per la sterminata campagna francese intorno ad Ars, o seduto al suo confessionale mentre file di uomini e donne si recavano da lui per ricevere attraverso la sua preghiera e la sua parola illuminata, luce, consiglio, misericordia, forza di conversione. E in lui abbiamo riconosciuto la dedizione a cui anelano sinceramente, tra tante difficoltà a volte, anche i nostri preti.
Vissuta questa forte esperienza, ritornando nel nostro bel paese, ci siamo catapultati nella città in fermento di Torino, dove di li a poche ore sarebbe iniziato l’evento che ancora tiene in fila tante persone fino a fine maggio: l’Ostensione della Sindone, il lenzuolo più famoso e più studiato della storia, sul quale è impressa l’immagine di un uomo crocifisso che è da sempre venerato dai cristiani come quello che accolse Gesù dopo la sua morte non potendolo però trattenere più di tre giorni nel sepolcro. Trovandoci di fronte all’immagine impressa di quell’uomo e potendo vedere da vicino ciò che ha vissuto attraverso le sue ferite e il suo volto martoriato, dove ritroviamo la descrizione precisa dell’uomo dei vangeli, al di là di quanto la scienza ancora potrà dirci su quel telo, ci siamo fermati a pregare e riflettere sul grande amore che Dio ha avuto e  tutt’ora ha  per noi dando la sua vita morendo in croce: “come un agnello condotto al macello” come dice il profeta Isaia per liberarci dal peccato che sembra non abbandonarci mai e attanagliarci; ma Lui in quella morte superata ci ha liberati e ci ha ridonato speranza di vita nuova.
Da quest’esperienza abbiamo capito fondamentalmente, ed è il messaggio che tutti noi ragazzi del seminario, vogliamo raccontare a tutti, che Dio ci ama e se ci facciamo amare da Lui e amiamo come Lui, diventeremo come Lui.