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Resoconto IX Convegno Catechistico Diocesano

Si è tenuto, domenica 18 aprile, presso la Sala Conferenze del Comune di San Salvatore Telesino, il Convegno Catechistico Diocesano, organizzato dall’ Ufficio Catechistico. Tema dell’incontro “La catechesi come educazione alla fede” .  Dopo la preghiera iniziale, guidata dal vescovo Mons. Michele De Rosa, il direttore don Michele Antonio Volpe, nel saluto rivolto ai circa centocinquanta convenuti, ha introdotto il tema del convegno, ricordando come sia dominante, ormai, l’opinione secondo cui il nostro tempo sta attraversando una crisi dell’educazione, che purtroppo segna anche la nostra catechesi, rendendola spesso inefficace in ordine all’evangelizzazione.

La catechesi nelle nostre parrocchie, continua il direttore, è una realtà bella, significativa, carica di profondo valore, ma ci accorgiamo che sono molti gli aspetti problematici, cui è difficile trovare soluzioni “a basso costo”. Da noi è grande la richiesta dei Sacramenti dell’Iniziazione cristiana, allo stesso tempo, è altrettanto evidente come alla richiesta dei Sacramenti dell’Iniziazione non corrisponda una coerente/visibile scelta di vita cristiana (un dato su tutti: solo una piccola parte dei ragazzi che frequenta il catechismo poi la domenica partecipa alla Messa). Certamente l’Iniziazione cristiana è una delle sfide più delicate e importanti per la nostra Chiesa, per tale motivo abbiamo bisogno di tanta sapienza spirituale per non avventurarci in scelte troppo drastiche e per non trascinare una situazione stagnante.  Subito dopo è stata data la parola a don Luigi Milano, direttore dell’Ufficio Catechistico della diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, che, in modo del tutto sui generis, ha iniziato la relazione partendo dal concreto cioè interagendo con i catechisti presenti, i quali, con molta meraviglia, sono stati contenti di partecipare attivamente al discorso che si andava man mano delineando. In un susseguirsi, dunque, di domande e risposte, il relatore ha condotto tutti alla riflessione di come l’obiettivo di ogni azione catechetica debba essere la valorizzazione del destinatario, ecco perché si parla di catechesi e non di catechismo. La catechesi è un percorso, una crescita spirituale, non è un indottrinamento di formule da memorizzare, ma è un vero cammino per la vita cristiana, affinché i destinatari siano abilitati “al pensiero di Cristo, a vedere la storia come Lui, a giudicare come Lui, scegliere e ad amare come Lui, a sperare come insegna Lui, a vivere in comunione con il Padre e lo Spirito Santo” (RdC, 38). La catechesi “non è finalizzata ai Sacramenti, ma è un percorso di introduzione globale nella vita cristiana e di maturazione della fede” (FdC, 4). L’obiettivo principale, dunque, è quello di integrare vita e fede, adottando l’unico metodo valido per la Chiesa italiana: educare alla fede prestando attenzione anche all’aspetto metodologico alla luce di una doppia fedeltà a Dio e all’uomo. “Fedeltà a Dio e fedeltà all’uomo”, non si tratta di due preoccupazioni diverse, bensì di un  unico atteggiamento spirituale che porta la Chiesa a scegliere le vie più adatte per esercitare la sua mediazione tra Dio e gli uomini” (RdC, 160). Riguardo, invece, alle strategie da adottare, don Luigi, non usa mezzi termini, è necessario, afferma, eliminare assolutamente il linguaggio scolastico e valorizzare le relazioni umane, stabilire, cioè un rapporto di affetto con i bambini, interessandoci dei loro problemi  e della loro vita. in questo modo riusciremo a farli appassionare a Gesù, a tal punto che non avranno più il coraggio di lasciare la Chiesa, di tagliare il cordone ombelicale dell’affetto. La catechesi, inoltre, deve essere anche un’esperienza comunitaria: “Non ha senso il servizio e la formazione dei catechisti se questa non fa parte di un dinamismo formativo che riguarda tutta la comunità, che comprende anche le famiglie, i gruppi e associazioni, le comunità religiose, ma conservando sempre il riferimento privilegiato alla comunità parrocchiale e, come contesto vitale, la chiesa particolare o diocesi” (FdC, 5). Significativo, a tale proposito, diventa, per esempio, programmare l’anno catechistico insieme al Consiglio Pastorale della parrocchia, e dare priorità alla catechesi degli adulti, visto che ora abbiamo anche il catechismo specifico “La verità vi farà liberi”, non abbiamo, quindi, più scuse per rimandare. Per quanto concerne, invece,  i contenuti della catechesi sono da valorizzare alcune esperienze essenziali: della Parola di Dio, attraverso la narrazione delle meraviglie di Dio; della celebrazione, approfondendo l’anno liturgico e l’Eucaristia domenicale; della fraternità e comunione, sottolineando la bellezza di essere cristiani insieme; della testimonianza nella carità e nel servizio, vestendo i panni del buon Samaritano (Lc 10, 25-37). Si evince, insomma, da tutto ciò l’urgenza di passare da una catechesi scolastica a una catechesi di relazione. Numerosi sono stati gli interventi, attraverso le cui risposte, don Luigi, ha ribadito che con una buona formazione spirituale, noi catechisti dobbiamo essere capaci di stupire, meravigliare, contagiare con il nostro entusiasmo anche gli altri catechisti che difficilmente partecipano a tali riunioni. Chi ci incontra si appassiona a Gesù perché sente che noi siamo appassionati di Lui. Comunque sia non dobbiamo mai demoralizzarci perché ,fin quando ci saranno persone disposte, come oggi, ad ascoltare, ci sarà sempre speranza. Nel suo intervento finale il vescovo Mons. Michele De Rosa, ha precisato quanto sia necessario, non soltanto cambiare metodologia, ma sapere anche che cos’è la fede, non dimenticandoci che il centro della catechesi deve essere sempre Gesù Cristo, poiché è Lui che ci introduce al Padre. A conclusione, infine, il nostro presule ha invitato tutti i catechisti a partecipare al prossimo campo-scuola diocesano  che si terrà dal 26 al 28 agosto p.v., in cui avremo la possibilità di continuare l’approfondimento di questa tematica sempre con don Luigi. Il convegno è terminato con un momento di fraternità, organizzato con tanto affetto e disponibilità dalla parrocchia di San Salvatore, a cui la grande famiglia dei catechisti partecipa sempre con entusiasmo.


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