La Madonna di S. Alfonso rifinita dall'amico pittore Di Maio

Maggio: un mese con Maria


Le Glorie di Maria

Santuari Mariani della Diocesi

Nuova uscita di "Servire Insieme"

Nelle scorse settimane è uscito l’ultimo numero di “Servire Insieme”, l’organo ufficiale della diocesi per gli atti del vescovo e della curia.
Nella sezione “La parola del Papa” è riportato il discorso del santo padre Benedetto XVI all’assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana dello scorso maggio.
Il Papa ha apprezzato particolarmente la scelta fatta dai vescovi italiani di assumere il tema dell’educazione come tema portante per il prossimo decennio.
Educare non è mai stato facile ma se ci si arrendesse si verrebbe meno al mandato che il Signore ha affidato ai pastori d’anime.
Nella comunità cristiana bisogna risvegliare la passione educativa che passa attraverso la valorizzazione dei segni e delle tradizioni e necessita di luoghi credibili: famiglia, scuola, parrocchia.

Nella sezione “La parola del Vescovo” è riportata la relazione che Mons. De Rosa ha tenuto al secondo convegno nazionale Adoratori tenutosi a Pompei alla fine di giugno.
“Eucaristia pane per il mondo” è il titolo della relazione nella quale il vescovo si sofferma dapprima a presentare la riflessione teologica sull’argomento di San Tommaso D’Aquino; fa poi un excursus sull’eucaristia a partire dall’Antico Testamento, nel periodo apostolico, nella patristica, nei documenti pontifici e nel magistero di Benedetto XVI.
Afferma Mons. De Rosa: “L’Eucarestia  è certamente “cena del Signore” ma non per questo essa può essere equiparata ad un comune pasto fraterno. Comunicare al corpo del Signore e al calice dell’alleanza nel suo sangue è gesto da compiere consapevolmente, dopo aver esaminato la propria coscienza. Il punto di esame è la carità fraterna. San Paolo dice che chi mangia e beve senza questa accortezza, di fatto non riconosce il corpo del Signore nel pasto che sta prendendo. Se uno comunica al pasto del Signore, senza averlo riconosciuto nella fede, sta scambiando la cena eucaristica con un pasto qualunque, forse un pasto fra amici, ma non lo comprende  come convito sacro al quale il Signore convoca il suo popolo. La verifica del riconoscimento del Signore nella cena consiste nell’attenzione caritatevole verso i fratelli”.
È un’accentuazione particolarmente importante che dice la finalità eucaristica: non solo accostarsi al sacramento con le dovute disposizioni ma viverlo nella concretezza dell’esistenza.
Il presule prosegue: “La fede, nutrita del “pane della vita” e del “calice della salvezza” non si stanca di  ribadire che Gesù è la vera risposta che pone fine alla nostra ricerca del senso della vita e del suo futuro.
Soprattutto nei momenti in cui la sofferenza pone domande che richiedono una risposta di amore ognuno deve avvertire che le parole di Cristo “Prendete e mangiate” sono dirette proprio a lui. Il pane eucaristico è forza dei deboli, sostegno dei malati, balsamo che risana i feriti, viatico di chi parte da questo mondo.  È il vigore dei fedeli che operano in ambienti e circostanze in cui la loro presenza è l’unica possibilità di annuncio del Vangelo testimoniando Gesù Cristo “via, verità e vita” (Gv 14,6).
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