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Convegno-mostra "Il corte delle virtù". Valori per l'uomo di ieri o di oggi?

Si intitola “Il corteo delle virtù: valori per l’uomo di ieri o di oggi?” il convegno – mostra che si è tenuto domenica 3 ottobre presso la Sala Sisto V  del complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore a Napoli.
Questo convegno, promosso dall’Associazione L.I.B.R.A. ed organizzato con la collaborazione del Centro studi Francescani per il Dialogo Interreligioso e le Culture, ha proposto la lettura e la condivisione  della tematica delle Virtù attraverso un’articolata riflessione che ha esaminato in modo allargato e integrato gli aspetti religiosi, scientifici, laici e sociali. 

 L’Associazione di Promozione Sociale L.I.B.R.A. attraverso l’approccio integrato di condivisione e di ascolto dell’altro, ha già proposto all’attenzione del sociale tematiche emergenti quali la salvaguardia dell’ambiente e il rapporto dell’uomo con se stesso e con la natura.
Il metodo di lavoro adottato predilige la condivisione delle tematiche  cercando risposte comuni attraverso istanze culturali, religiose e spirituali diverse. Proprio  perché è nel confronto  e attraverso il dialogo interculturale e interreligioso che le persone possono scoprire ciò che le unisce.
La curatrice scientifica del convegno, presidente dell’associazione L.I.B.R.A. la sociologa Rosa Vieni ha aperto i lavori del convegno esplicitando le ragioni che hanno portato l’associazione ad organizzare questo evento.
Etica, spiritualità, analisi culturale e arte sono strumenti preziosi per esprimere ciò che abbiamo dentro noi stessi.
Secondo una riflessione di Confucio: “La Virtù deriva dall’armonia nel rapporto con se stessi e con gli altri”. Ed è questa la traccia di analisi che ha contraddistinto i lavori del convegno  e della mostra.
Oggi ha senso tornare a parlare di virtù, se queste ultime non sono considerate solo come virtù morali del passato, ma come valori e come terapia di benessere psico-fisico per l’uomo dei giorni nostri, che appare decadente. Il suo abito mentale è quello tipico delle epoche di decadenza, quando i valori precedenti  (morali, sociali, politici) si sono irrimediabilmente logorati e quelli nuovi stentano a comparire all’orizzonte.
In fondo, oggi, il dramma è l’allontanamento dell’uomo dalla parte più profonda di se stesso, in cui risiede il suo intimo legame con la pienezza dell’Essere.
Oggi l’uomo è “dominato dalle cose”. Questo aggrapparsi alle cose (ho bisogno di questo e quello…) è tipico delle epoche di decadenza.
Nelle epoche di pienezza spirituale, l’uomo non si aggrappa alle cose ma punta alla realizzazione del proprio essere. E’ il guardarsi dentro da una parte e l’interazione con l’ambiente esterno dall’altra, intendendo per ambiente esterno le amicizie, la comunità, con tutto il carico di emozioni che esse comportano e che contribuiscono a favorire la pratica delle virtù e a far nascere uomini virtuosi,  cioè uomini che stanno bene con se stessi e con gli altri.
L’intervento si è concluso riprendendo, ancora una volta, una riflessione di Confucio: “Si dimentica ciò che si ascolta, si trattiene ciò che si vuole, si comprende ciò che si fa”.
Al convegno hanno preso parte la dott. Rosa Vieni, sociologa e counselor, presidente  associazione L.I.B.R.A.; fra Edoardo Scognamiglio, Ministro Provinciale Ofm. Conv.; la dott. Serena Battimelli, Magistrato di Sorveglianza del Tribunale per Minorenni di Napoli; il dott. Massimo Abdallah Cozzolino, Direttore Moschea di Piazza Mercato a  Napoli; Lama Tarchine, Lama Buddhista di tradizione Tibetana Kagyu – Pa, Associazione Sangha Rimè Italia; il prof. Federico D’Agostino, ordinario di Sociologia presso l’Università Roma 3, Presidente del Corso di Laurea in Sociologia; Suor Virginia Caso, Madre Generale delle Suore Discepole di Santa Teresa del Bambino Gesù.
Il convegno è stato moderato da don Domenico Ruggiano, teologo, parroco di Forchia.