Pellegrinaggio diocesano dell’AMASI a Lourdes
02 Agosto 2010
Testimonianza di Antonella Ferrucci
Ogni anno la pia unione A.M.A.S.I, associazione di volontari e volontarie che dedicano il loro tempo libero agli ammalati, organizza un viaggio a Lourdes.
Quest’anno ho avuto il piacere di entrare a far parte del team dei volontari e di rendere personali le esperienze che fino a questo momento avevo ascoltato da altri.
Dopo un lungo ma piacevole viaggio, mi sono ritrovata con altri pellegrini a vivere esperienze umane e religiose intense. Scoprivo ad ogni scambio di parole che ognuno era li con la propria preghiera da porgere alla Vergine, con la propria personale richiesta.
Il primo giorno, alla Via Crucis per i pellegrini, mi ha colpito molto una signora che vi ha partecipato a piedi nudi, per tutto il percorso che si inerpicava sulla collina e il cui fondo, pur non essendo dei più dissestati, presentava comunque delle difficoltà.
Era facile incontrare per strada gente che chiedeva la cortesia di tradurre in spagnolo, ai preti che si trovavano a passare, le loro richieste di intercedere nella preghiera. Come se lo spagnolo e l’italiano fossero due lingue interscambiabili.
Una delle esperienze più entusiasmanti è secondo me la Messa Internazionale, un crogiuolo di lingue che si fondono nella stessa preghiera, nello stesso passo del Vangelo, come una rinnovata Pentecoste.
La cerimonia che però tocca di più il cuore è sicuramente il flambeaux, la fiaccolata con gli ammalati, che procede nell’esplanade antistante la basilica del Rosario al suono del canto collettivo dell’ “Ave Maria”.
Una settimana in cui è capitato di assistere ad una messa in giapponese o in polacco e avere la sensazione di essere comunque a “casa” nonostante la lingua; una settimana in cui è stato possibile incontrare, ad ogni ora del giorno, fedeli assorti nella recita del loro Rosario, oppure ammalati sul cui volto si leggeva il dolore ma mai la disperazione, all’uscita dalle piscine o in prossimità della Grotta.
Una settimana intensa di comunione spirituale con fedeli provenienti da ogni parte del globo.
Una settimana che purtroppo è durata soltanto una settimana, ma che ognuno dovrebbe poter vivere almeno una volta nella propria vita.







