50° anniversario di sacerdozio di Mons. Antonio Franco
20 Giugno 2010
A Puglianello, sulla piazza antistante la chiesa parrocchiale, nel suggestivo calar del giorno di venerdì 18 giugno, si è celebrato il 50° anniversario di ordinazione presbiterale di Mons. Antonio Franco, vescovo, Nunzio Apostolico in Terra Santa e Cipro.
Erano presenti alla solenne concelebrazione i vescovi mons. Michele De Rosa (vescovo diocesano), Mons. Felice Leonardo (vescovo diocesano emerito), Mons. Mario Paciello (vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti già vescovo diocesano) e Mons. Valentino Di Cerbo (vescovo di Alife-Caiazzo) e circa trenta sacerdoti diocesani.
All’inizio della celebrazione Eucaristica Mons. Michele De Rosa, vescovo diocesano, si è rivolto all’assemblea presentando brevemente la dottrina del sacerdozio cattolico.
“La dottrina del sacerdote cattolico la troviamo delineata nella Lumen Gentium (n. 28), nella Presbyterorum Ordinis, nelle esortazioni post-sinodali Il Sacerdozio Ministeriale (1971) e Pastores dabo Vobis e nel documento della Congregazione per il Clero Il Presbitero, maestro della Parola, ministro dei Sacramenti e Guida della comunità in vista del terzo millennio cristiano (1999).
Il sacerdozio cristiano differisce radicalmente dal sacerdozio delle altre religioni e anche da quello dell’Antico Testamento.
In tutte le religioni nelle quali è presente un sacerdozio, esso è connotato dall’idea della mediazione: il sacerdote presta la sua opera di intermediario tra i credenti e la divinità, in direzione ascendente e discendente.
Secondo il Nuovo Testamento c’è un unico mediatore tra Dio e gli uomini (1tm 2,5), un unico sacerdote, Gesù Cristo, e quindi anche un unico sacerdozio che il Signore esercita con la predicazione, l’azione e con l’offerta di sé.
Cristo ha voluto che la salvezza, il suo vangelo cioè e la sua vita, venissero trasmessi a tutti gli uomini. Per questo ha fondato la chiesa che nasce dal suo cuore squarciato e si manifesta nella Pentecoste.
Nella chiesa dunque siamo tutti sacerdoti, tutti partecipi dell’unico sacerdozio di Cristo (sacerdozio dei fedeli).
Ma per i compiti che svolgiamo nella chiesa partecipiamo al sacerdozio di Cristo in “modi diversi”.
Dagli scritti del Nuovo Testamento e in particolare dalle lettere di San Paolo risulta che l’elemento essenziale della Chiesa è l’apostolo, il quale, per comando di Cristo, ha particolari compiti di direzione nella comunità dei fedeli (sacerdozio ministeriale).
Al presbitero spetta particolarmente: a) il servizio della Parola, quella parola che si è fatta carne in Cristo ed è la fonte della nostra salvezza. Da qui la necessità di conoscere, meditare e vivere la Parola di Dio da parte del sacerdote. b) il servizio dei Sacramenti. Al vescovo e ai sacerdoti spettano, in maniera esclusiva, la celebrazione eucaristica e la riconciliazione con Dio attraverso il sacramento della Penitenza. c) il servizio della carità pastorale che si deve attuare nella guida della comunità, nella direzione spirituale delle singole persone, nel far convivere in modo idoneo i vari carismi presenti nella comunità da lui guidata.
È in questa ottica che mi piace vedere i cinquant’anni di sacerdozio di S. E. Mons. Antonio Franco, servitore della Parola di Dio, dei Sacramenti e della Chiesa nel delicato compito della diplomazia vaticana. E di questo ringraziamo il Signore”.






