| Direttore | Sac. Franco Pezone |
| Sede | Curia Diocesana 82032 Cerreto Sannita (BN) |
| Orario apertura |
Attività per l'anno pastorle 2011-2012
Dal Convegno celebrato dal 14 al 16 settembre scorso nella nostra Diocesi, sono emerse molte indicazioni che riguardano la realtà sociale, il mondo della politica e del lavoro.
Abbiamo bisogno di una spiritualità adatta al nostro tempo e alla nostra situazione storica.
Proposta: Una spiritualità per il nostro tempo
Noi come Chiesa possiamo rendere sempre più concreto il nostro cammino di conversione e possiamo aiutare il nostro popolo in un cammino di spiritualità.
Il problema radicale dell’umanità sta oggi nella spiritualità, cioè nelle opzioni fondamentali e nel modo di giudicare, di essere e di agire che da queste opzioni deriva.
Di fatto, l’uomo si scontra oggi con l’urgenza di un’opzione fondamentale a favore di un nuovo senso dello sviluppo integrale e delle motivazioni ultime che giustifichino e diano senso alla vita e alla convivenza umana - nazionale, internazionale e mondiale - e a un rapporto contemplativo con la natura. L’uomo ha bisogno di una spiritualità che sia: ecologica: per cui la natura viene vista non solo come una risorsa da sfruttare, ma come creazione e ambiente umano da contemplare e servire; spiritualità di povero, di austerità e semplicità di vita, che considera la natura nel suo valore intrinseco e scopre in essa la presenza di Dio, e perciò ne fa oggetto di contemplazione: è il cantico di san Francesco, «fratello sole... sorella luna.., sorella acqua...»; dialogica: per cui «l’altro», «ogni altro», è visto non come contendente, come possibile nemico, ma come personalità da rispettare e promuovere per se stessa e da vivere nella complementarità e nell’arricchimento reciproco; spiritualità, perciò, di accettazione mutua nell’originalità di ciascuno, di amicizia e di servizio scambievole.., fra persone, fra gruppi, fra nazioni e popoli; solidale: e perciò di comunicazione dei beni materiali, culturali e spirituali, in modo che la convivenza umana sia l’ambito in cui l’uomo cresce come «persona»; spiritualità che ha per orizzonte l’unità del genere umano, nell’universalità dei tempi, delle razze e delle culture; di comunione: che è comunione con Dio, il Tutt’altro; comunione con tutta l’umanità nella partecipazione a uno stesso senso della vita; comunione con se stessi, che è silenzio e ascolto, là dove Dio è l’intimità della propria intimità; comunione che è armonia e contemplazione con la natura creata; universale: una spiritualità, cioè, che apre le persone, i gruppi e le nazioni alla mondialità intesa come mentalità universale, come atteggiamento di armonia e di sintesi del diverso e complesso, come impegno per creare nel particolare una risposta all’universale, come dimensione normale della vita personale e associata.
Solo una spiritualità con queste caratteristiche può dare senso a un mondo in cui le aspirazioni all’unità universale, alla pace, alla giustizia e alla salvaguardia del creato possano trovare, se non una risposta ideale, almeno una realizzazione adeguata e sufficiente per orientare tutte le energie e tutte le possibilità del mondo attuale verso uno sviluppo umano integrale.
Proposte per attualizzare il cammino di spiritualità da parte del gruppo di studio:
sono state indicate le celebrazioni parrocchiali e diocesane di alcune giornate messe all’attenzione dei credenti dalla Chiesa, sia a livello nazionale che mondiale.
Sono queste delle buone occasioni per far conoscere ai nostri battezzati il pensiero di Cristo e della Chiesa sulle tematiche trattate:
• Giornata del Ringraziamento 13 novembre 2011
• Giornata della Pace 1° gennaio 2012
• Giornata dei lavoratori 1° maggio 2012
• Giornata della salvaguardia del creato 1° settembre 2012
Inoltre
Collaborare più fattivamente con i comuni per la raccolta differenziata dei rifiuti e con la scuola per testimoniare l’amore alla natura e al mondo
Scenario Politico
Le Chiese Locali devono offrire un servizio adeguato per la formazione di coloro che vogliono entrare nella vita politica.
Proposta
La politica oggi è ritenuta comunemente come una professione tra le altre. Uno sceglie di fare politica come potrebbe scegliere di fare l’architetto o il notaio. Sono questi “professionisti” della politica, preoccupati soprattutto del proprio interesse personale o di “casta” i veri colpevoli che l’hanno uccisa. La politica è e deve essere soprattutto una “vocazione”: se mancano la tensione ideale, la coscienza della propria responsabilità morale, una vera e propria “spiritualità” del bene comune, non si può fare politica, la quale per definizione è servizio. Ogni volta che si fa politica, senza un’anima ideale ed etica, ineluttabilmente la si uccide e la politica marcisce e si corrompe.
La responsabilità a educare una nuova generazione di politici, di persone che hanno l’attitudine a prendersi responsabilità per il bene comune, spetta soprattutto alle chiese locali. L’appello è quindi rivolto ai territori e alle chiese locali, dove davvero può rinascere una stagione di impegno sociale, politico per i giovani cattolici e per tutti i cittadini. (Settimana sociale Reggio Calabria).
I cattolici, dunque, pur essendo in minoranza e provandone disagio, non devono abbandonare il campo. Testimonino invece apertamente la loro concezione della vita e della storia e poi, usando di tutti gli strumenti democratici disponibili, si sforzino di fare il maggior bene possibile, spingendo tutti, per quanto si può, ad avvicinarsi il più possibile all’ideale. Ovviamente, per compiere questa necessaria opera di testimonianza e di dialogo, occorrono politici cristiani adulti e maturi. E questi non s’improvvisano, ma vanno formati.
Per aiutare i cristiani a testimoniare il Vangelo nel mondo della politica e nella società è necessario che le Scuole di formazione politica diocesane siano ripensate in forma diversa, dopo la prima esperienza degli anni 80 e 90.
Esse devono proporsi il fine essenzialmente culturale di formare spiritualmente e professionalmente le coscienze e le intelligenze, preparando i corsisti ad affrontare seriamente i problemi della nostra società, e lasciando poi agli alunni stessi di compiere responsabilmente le scelte e le mediazioni politiche che meglio ritengono. Le nuove Scuole, inoltre, dovrebbero essere un punto di riferimento per tutti coloro che operano in politica, senza distinzioni, e offrire loro costantemente occasioni di contatto, di dialogo e di aggiornamento, al di là delle differenti militanze partitiche.









