Sant'Agata de' Goti - San Menna
29 Maggio 2010
Traslazione delle Sacre Reliquie di San Menna dal Duomo alla sua Chiesa.
30 maggio 2010
Eccellenza Reverendissima,
Signor Sindaco e Amministratori,
Autorità e Forze dell’ Ordine,
Fratelli e sorelle in Cristo.
Dopo oltre tre secoli le reliquie di San Menna, di San Brizio vescovo e di un suo compagno, hanno ripercorso la strada principale della nostra Città in solenne processione, proprio come nel 1706, quando il Vescovo di questa Città, Filippo Albini, al termine del Sinodo Diocesano, volle ringraziare il Santo Eremita per la grazia ottenuta, cioè “ la liberazione da febbre terzana – come egli stesso scrisse – che per tre e più mesi mi aveva ridotto ai confini dell’ altro mondo… contro l’ aspettativa dei medici “. Come segno di ringraziamento per la salute recuperata, fece costruire la preziosa e bellissima urna in ebano e argento che custodisce ancora oggi le sacre reliquie, urna che, accuratamente restaurata, questo pomeriggio è divenuta oggetto della nostra devozione e della nostra ammirazione.
Durante la processione del 1706, com’è scritto nei documenti di allora, “si compiacque il Signore glorificare detto Santo, poiché nell’ uscire che fece dalla Cattedrale il Sacro Corpo, comparve una lucidissima stella non più veduta, la quale seguitando a risplendere per tutto il corso della processione…di poi disparve e di questa ne fu testimonio oculare tutto il clero e popolo che vi era presente”.
Questa stella, stasera, si è riaccesa nel cuore dei cittadini di Sant’ Agata, e non solo, grazie all’ iniziativa da voi, Eccellenza, caldeggiata e benedetta: commemorare il Nono Centenario della consacrazione di questa chiesa, avvenuta – com’è noto – il 4 settembre 1110 per le mani del Santo Padre Pasquale II.
Questa stella riapparsa sul cammino della nostra storia di Chiesa ha diversi nomi. Si chiama:
1) riscoperta delle radici della nostra tradizione cristiana, che da secoli, anzi da oltre un millennio, continua a narrare, attraverso campanili e chiese ricche di preghiera e d’arte, la fierezza di appartenere a Cristo, unica speranza del mondo.
2) Urgenza di nuova evangelizzazione, specie per i giovani, perché, ad imitazione di San Menna, possano scoprire il fascino di Cristo in un mondo che li alletta con miraggi e illusioni. San Menna, come si racconta, si ritirò in solitudine e preghiera, perché durante esperienze di vita mondana e superficiale s’imbatté in un teschio umano.
3) Seme di speranza per una chiesa locale che si fa più missionaria, superando la tentazione di chiudersi nel suo guscio o di trovare mediazioni con una mentalità permissiva e relativista.
Se è vero, com’è vero, che la bellezza salverà il mondo, la rinascita di questo capolavoro di chiesa, che fortemente Vostra Eccellenza ha voluto restituire al culto, e la riscoperta della santità, capolavoro di grazia, nel santo giovane di Vitulano Menna, è garanzia di speranza per questo popolo di Dio in cammino nel Terzo Millennio.
don Franco Iannotta










